La sostenibilità si fa largo tra i banchi di scuola

La sostenibilità si fa largo tra i banchi di scuola

12 Aprile 2019

La sostenibilità si fa largo tra i banchi di scuola

Gli insegnanti e i bambini, ciascuno con le proprie peculiarità, possono dare il via a un vero cambiamento verso una nuova sostenibilità, in un viaggio che parte dalla scuola ma apre lo sguardo verso l’intero pianeta.

Educare alla sostenibilità significa imparare a legare tra di loro la conoscenza, le domande e le azioni per aiutare gli studenti a costruire un futuro sano e sostenibile per le loro comunità e per l’intero pianeta. Su questa premessa si fonda il  Sustainable Schools Project, un “modello di apprendimento disegnato per aiutare le scuole a utilizzare la sostenibilità come uno strumento e un contesto nel quale integrare le offerte formative, le collaborazioni all’interno della comunità e le attività scolastiche”. L’iniziativa, parte dei progetti educativi dell’organizzazione no-profit statunitense Shelburne Farms, punta soprattutto sulla convinzione che gli insegnanti e gli educatori abbiano un ruolo di primo piano nel creare un vero cambiamento all’interno delle scuole e delle comunità verso un mondo più sano e giusto. Ma punta anche sull’innato senso di meraviglia e di stupore tipico dei bambini nei loro primi anni e su quella curiosità naturale con la quale si confrontano con il mondo e lo interrogano con mille domande, esattamente come fa l’analogo progetto educativo lanciato in Italia da BCFN.

Quattro C e 12 grandi idee

Il lavoro del Sustainable School Project può essere descritto da quattro C, che in inglese corrispondono a Curriculum development, Campus practices & Culture, Community partnerships e Collaboration. Si tratta, in altri termini, di aiutare gli insegnanti a utilizzare i concetti legati alla sostenibilità per creare un progetto educativo composto da un’offerta formativa e da un piano di studi mirato (Curriculum development) e di mettere in pratica le idee e i concetti spiegati ai ragazzi partendo dal giardino della scuola e dalla mensa per arrivare alla comunità e al mondo reale (Campus practices & Culture e Community partnerships). Il tutto nell’ottica della collaborazione sia tra le diverse classi della scuola sia al di fuori delle mura scolastiche, con le famiglie e le istituzioni locali e non. 

Resta una domanda: come rendere “vivo” il termine sostenibilità agli occhi dei ragazzi? Basandosi su grandi idee. Nel progetto educativo ne sono state identificate ben 12 che vengono utilizzate per fare in modo che i giovani comprendano davvero il significato di un termine così ricco di sfaccettature, come quello della sostenibilità. Si parte per esempio dal sottolineare che ciascuno ha capacità di cambiare un sistema e una comunità, che tutti gli organismi, i luoghi e i sistemi sono in costante evoluzione e che ogni comunità racchiude in sé diversi gruppi e sistemi economici, ambientali e sociali. Non manca poi l’attenzione al fatto che gli organismi passano attraverso diverse fasi o cicli e che grazie alle differenze e alla varietà i luoghi e gli ecosistemi possono andare avanti e mantenere, pur nel cambiamento, uno stato di equilibrio dinamico. 

Importanti infine le idee di luogo, interdipendenza, limite ed effetto a lungo termine: un luogo è costituito dalle tante comunità naturali e umane che lo abitano e che ne determinano limiti e necessità, sempre nella consapevolezza che le azioni di un componente del sistema influenzano quelle di tutti gli altri e che è possibile modificare lo stato delle cose con azioni che magari non hanno un effetto immediato, ma determinano un cambiamento sul lungo periodo. 

Dalla teoria alla pratica

Sul sito web del progetto educativo sono disponibili molti strumenti che gli insegnanti possono scaricare e utilizzare nelle loro classi e che sono stati disegnati per raggiungere diverse fasce di età e coprire varie tematiche legate alla sostenibilità. Si va dallo starter kit per quelle scuole che vogliono diventare sostenibili, alle offerte formative specifiche, passando attraverso una vera e propria “Guida all’educazione alla sostenibilità” e agli esempi di successo. Sì, perché le buone idee, per grandi che siano, da sole non bastano. È necessario che si traducano presto in azioni pratiche che abbiano un impatto tangibile sulla comunità locale per poi espandersi a macchia d’olio anche al suo esterno. 

“Si tratta di utilizzare la sostenibilità come una lente attraverso la quale educatori, amministratori e studenti possono guardare il mondo che li circonda, qualunque sia l’argomento di interesse o la disciplina coinvolta” dicono gli ideatori del progetto educativo, ricordando anche che il concetto di sostenibilità è di per sé rivolto al futuro. È importante quindi che gli studenti facciano sentire la propria voce, senza aspettare che le soluzioni arrivino dall’alto, e comincino per esempio a creare prototipi di ambienti e comunità più sostenibili, nei quali si cerchi di colmare il divario tra il presente e il futuro che ci si auspica. Ma un futuro fatto di sostenibilità si costruisce solo se si conosce il passato, le fondamenta su cui tale futuro dovrà sorgere. Per questa ragione i ragazzi possono lavorare assieme ai membri della loro comunità per conoscerne la storia e capire come le scelte passate abbiano influenzato la situazione attuale. Su questa scia, nel documento “Promises practices for Education for Sustainability” vengono elencati 10 “esercizi” di sostenibilità che ciascuna scuola e ciascuno studente può mettere in pratica.

Approfondisci gli argomenti correlati:

Scopri di più su Cibo e società

Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le preferenze da te manifestate nel corso della navigazione in rete. Proseguendo la navigazione sul sito mediante l’accesso a qualunque sua area o la selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) acconsentirai all’uso dei cookie.
Al seguente link troverai la nostra informativa estesa sui cookie con la descrizione delle categorie presenti e i link con le informative delle terze parti quali titolari autonomi del trattamento nonché avrai la possibilità di decidere quali cookie autorizzare ovvero se negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookie.   Continua